Reazioni alla ricerca di Google sul rischio quantistico per Bitcoin
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Reazioni alla ricerca di Google sul rischio quantistico per Bitcoin

Il paper Securing Elliptic Curve Cryptocurrencies against Quantum Vulnerabilities: Resource Estimates and Mitigations di Google Quantum AI, in collaborazione con Ethereum Foundation, Stanford e UC Berkeley, rilasciato il 31 marzo 2026, che spiega perché abbiano aggiornato le stime sui requisiti di un computer quantistico fault-tolerant per risolvere l’ECDLP-256 (la curva ellittica secp256k1 usata da Bitcoin e molte altre chain), non poteva che alimentare un già acceso dibattito sul tema.

Basterebbero meno di 500.000 qubit fisici (con circa 1.200-1.450 qubit logici) per eseguire l’attacco di Shor in pochi minuti – circa 20 volte meno rispetto alle stime precedenti, è il punto di riflessione da cui parte.

Il paper non annuncia un pericolo imminente (gli attuali sistemi NISQ hanno solo ~1.000 qubit rumorosi), ma sposta la “Q-Day” potenzialmente al 2029 e lancia un chiaro appello: migrazione urgente verso crittografia post-quantum (PQC) per evitare esposizioni su circa 6,9 milioni di BTC in indirizzi vulnerabili.

La reazione sulla community di X è stata immediata e polarizzata, con toni che vanno dallo scetticismo duro dei massimalisti Bitcoin al pragmatismo di chi spinge per l’adattamento.

Le reazioni negative e scettiche: “Miracolo fisico o bluff colossale”

Nella comunità Bitcoin più “hardcore” prevale un forte scetticismo verso la roadmap quantistica di Google e verso l’ipotesi che il salto tecnologico sia realistico in tempi brevi.

Il tono più rappresentativo arriva da due voci autorevoli:

  • Jonas Schnelli (ex-maintainer di Bitcoin Core, 2013-2021): “Passare da ~1.000 qubit rumorosi a 500k fault-tolerant entro il 2029 non è solo una ‘roadmap’… è un miracolo fisico o un bluff colossale.” Il post ha generato centinaia di like e decine di reply, diventando il punto di riferimento per chi vede l’annuncio come hype esagerato.
  • Giacomo Zucco (presidente di PlanB Network, figura di spicco dei Bitcoin maximalism): ha quote-retwittato Schnelli commentando: “Modo cortese di chiamare in causa palesi truffe.” Per Zucco e per molti che lo seguono, si tratterebbe di uno “scam” per giustificare finanziamenti pubblici e classificazioni di sicurezza nazionale.
  • Dal @bip_show (Bitcoin Italia Podcast, di Rikki e Guybrusk) hanno risposto direttamente a definendo l’articolo di spiegazione di The Crypto Gateway (Luca Boiardi) “un po’ sensazionalista”: Serviranno oltre 50 anni perché la minaccia quantistica diventi reale. Al BitcareForum di Brescia ci sarà un panel con un professore del Politecnico che STA LAVORANDO al quant computer. Non te lo perdere.

Altri utenti hanno ripreso il tema del “funding grab”: un reply al thread di Zucco (@DeFactoMonk) sostiene che Google stia preparando il terreno per chiedere fondi pubblici una volta che i limiti di coerenza diventeranno evidenti.

In sintesi, per questa fazione l’annuncio sarebbe più marketing che scienza rivoluzionaria, e non giustifica panico né fork immediati.

Le reazioni positive, bilanciate e pro-azione: “Wake-up call, non doomsday”

Accanto allo scetticismo, una parte consistente della discussione – soprattutto tra ricercatori di crittografia, sviluppatori cross-chain e analisti – interpreta il paper come un segnale concreto di urgenza, ma non di collasso.

Si sottolinea che la minaccia è reale ma mitigabile, e che il paper accelera lavori già in corso.

  • 0xLoopTheory (crittografo e ricercatore PQC, founder di Mutorium Labs): “Il paper è scienza reale. Il panico no.” Ha pubblicato un thread dettagliato spiegando cosa dice davvero il documento, cosa non dice (nessun attacco oggi) e quali contromisure sono già in atto. La community ha apprezzato il tono tecnico e anti-FUD.
  • Ari | Theo (@AriPingle, cofounder Theo Network): ha definito il paper “importante” perché evidenzia che il problema non è solo Bitcoin ma tutto l’ECDLP (Ethereum, bridge, wallet). “È mission critical aggiornare a sistemi quantum-resistant. E qui la tokenizzazione (es. oro tokenizzato) dimostra il suo valore: l’asset reale sopravvive anche se la chiave viene compromessa.” Ottimismo su PQC + RWAs.
  • Marcio Souza (@MarcioSouza_IA): “Il paper non significa che Bitcoin sia rotto oggi. Segnala urgenza di pianificazione, non un conto alla rovescia di 3 anni verso il collasso.” Molto condiviso per il suo equilibrio.

Altri contributi positivi:

  • Notizie di upgrade concreti: BIP360 per Bitcoin è già in testnet e mira proprio alla protezione quantistica.
  • Analisi ripetute in più thread: “Minaccia reale a lungo termine ma mitigabile; prioritarizzare igiene degli indirizzi e upgrade PQC. Wake-up call, non doomsday. A breve FUD bearish, a lungo bullish per chi si adatta.”

Una parte della community (soprattutto influencer e media crypto) ha enfatizzato l’urgenza:

  • Articoli e post parlano di “Google Quantum Bomb” su Bitcoin, con stime che indicano un’85% di probabilità di “Q-Day” entro il 2032.
  • Si evidenzia il rischio di attacchi “in real-time” sul mempool: un quantum computer abbastanza veloce potrebbe intercettare una transazione, derivare la chiave privata e reindirizzare i fondi prima della conferma (con probabilità di successo intorno al 41%).
  • Ethereum viene spesso citato come più preparato (ha roadmap quantistica da anni), mentre Bitcoin “non ha un piano coordinato né una timeline”.

Nomi come Nic Carter e Haseeb Qureshi sono stati citati per aver definito i findings “very sobering” e per aver invitato tutte le blockchain a prepararsi immediatamente.

Blockstream ha pubblicato il 30 marzo (poche ore prima o in contemporanea con il paper Google) l’annuncio di SHRIMPS, un nuovo schema di firma post-quantum (hash-based, 2.5 KB, multi-device):*“New post-quantum signature scheme from @blksresearch: SHRIMPS brings 2.5 KB hash-based signatures across multiple devices.”*Non cita esplicitamente il paper Google, ma il timing è stato notato da molti come risposta indiretta (o comunque stana coincidenza) al tema quantum.

@n1ckler (Jonas Nick, ricercatore Blockstream) ha annunciato SHRIMPS il 30 marzo, senza menzionare il paper Google.

Sintesi del dibattito

L’annuncio di Google ha spaccato la narrazione: da una parte i Bitcoin puristi (Zucco, Schnelli e seguaci) vedono hype e bluff per giustificare soldi pubblici; dall’altra sviluppatori, ricercatori PQC e progetti multi-chain vedono un catalizzatore per accelerare la transizione già avviata (Ethereum Foundation co-autrice del paper, BIP360, NIST PQC standards). Pochi invocano il panico immediato; la maggioranza concorda su due azioni concrete: non riutilizzare indirizzi e sostenere fork/upgrade post-quantum entro il 2029.

Come spesso accade nella storia di Bitcoin, un potenziale punto debole crittografico diventa un’occasione di evoluzione.

Il dibattito è acceso, ma la community sembra orientata più alla resilienza che al collasso.

La palla passa agli sviluppatori, e alle proposte che dovranno essere validate e nel caso adottate dalla più larga community.

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