Secondo quanto riportato dal Financial Times, l’Iran continuerà a imporre un pedaggio fino a 2 milioni di dollari per il transito delle navi mercantili nello Stretto di Hormuz, da pagarsi in yuan, stablecoin o bitcoin, accelerando l’elusione del dollaro negli scambi energetici.
A confermarlo sarebbe Hamid Hosseini, portavoce della Oil, Gas and Petrochemical Products Exporters’ Union, un organismo vicino alle autorità di Teheran.
Il meccanismo descritto è stringente: una volta ricevuta la mail con i dati dell’equipaggio e del carico, e dopo la verifica iraniana, le navi avrebbero pochi secondi per effettuare il pagamento in Bitcoin, in modo che la transazione «non possa essere tracciata né confiscata a causa delle sanzioni».
Il dubbio sui tempi
Da un punto di vista puramente tecnico, questa ricostruzione solleva però un problema di coerenza temporale che merita di essere analizzato con precisione. Il ciclo di vita di una transazione Bitcoin on-chain: perché pochi secondi non bastano
Una transazione Bitcoin segue un percorso ben definito:
- Creazione e firma: il mittente genera la transazione, la firma con la propria chiave privata e la trasmette alla rete.
- Mempool: la transazione entra nella mempool dei nodi e viene propagata peer-to-peer. Non è ancora confermata.
- Inclusione in blocco: un miner la seleziona e la inserisce in un blocco. Il tempo medio tra un blocco e l’altro è di 10 minuti (tempo target del protocollo).
- Conferme: ogni blocco successivo aggiunge una conferma. Per considerare una transazione sicura (ovvero che un double-spend sia praticamente impossibile) si raccomandano tipicamente 3-6 conferme, che in media dovrebbero durare 30-60 minuti.
Anche con fee elevate (che spinge i miner a prioritarizzarla), non si può avere certezza che venga inclusa nel blocco successivo. Più le fee sono alte, maggiori le possibilità. Ma non si può avere certezza su quei 10 minuti medi, che potrebbero durare molto di più. È quindi impossibile garantire che una transazione sia confermata on-chain in pochi secondi. Accettare un pagamento a zero conferme (0-conf) espone il ricevente al rischio di double-spend (l’attaccante invia contemporaneamente due transazioni identiche, una al destinatario e subito dopo una a se stesso con fee più alte).
È una pratica accettata solo in contesti a bassissimo valore o ad altissima fiducia, non può dare garanzie in situazioni critiche come questi pedaggi di navi mercantili.
Lightning Network
Una tecnologia Bitcoin che permette pagamenti realmente istantanei è Lightning Network (Layer 2). Qui le transazioni avvengono off-chain su canali di pagamento bidirezionali: il trasferimento è istantaneo e con fee irrisorie, mentre la liquidazione finale avviene on-chain solo alla chiusura del canale.
Tuttavia la notizia non specifica Lightning, parla genericamente di «pagare in Bitcoin». Se fosse Lightning, il problema del timing potrebbe essere risolto, ma resterebbe il nodo della custodia dei fondi e della necessità di canali già aperti con liquidità sufficiente e bilanciata con i pagatori (le compagnie di navigazione).
Tempo di attraversamento dello stretto
La maggior parte delle fonti marittime e dei rapporti di navigazione indicano che il transito completo attraverso lo Stretto di Hormuz richiede mediamente tra le 6 e le 12 ore, a seconda della velocità imposta, del traffico, delle condizioni meteo e delle procedure di controllo (inclusi eventuali pedaggi o verifiche iraniane, come in questo caso).
Un tempo così lungo potrebbe consentire di dare subito il nulla-osta al passaggio appena la transazione è visibile, salvo “buon fine” e conseguenti rappresaglie.
Una petroliera (soprattutto le grandi VLCC – Very Large Crude Carrier, da 200.000 a 320.000 tonnellate di portata lorda) naviga nello stretto a una velocità ridotta per motivi di sicurezza:
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Velocità normale in acque ristrette e trafficate: tra 8 e 12 nodi (15-22 km/h), spesso intorno ai 10 nodi per rispettare le regole di navigazione e avere margine di manovra.
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Tempo stimato per percorrere l’intero stretto (dal punto di ingresso a quello di uscita):
- A 10 nodi (circa 18,5 km/h): 8-10 ore circa.
- A 12 nodi (22 km/h): 7-8 ore.
- Nei casi più veloci (condizioni ottimali e corsie libere): può scendere a 6 ore.
L’unicità di Bitcoin: l’unica forma di pagamento realmente incensurabile
La scelta iraniana mette comunque in luce una caratteristica che nessun altro sistema di pagamento possiede oggi: l’incensurabilità.
- Sistemi tradizionali (banche, SWIFT, carte di credito): ogni transazione passa attraverso intermediari regolamentati. Un ordine di un governo o di un ente sovranazionale (OFAC americano, ad esempio) è sufficiente a bloccare, congelare o reverse l’operazione. Le sanzioni hanno già dimostrato di poter escludere interi Paesi dal circuito finanziario globale.
- Stablecoin centralizzate (USDT, USDC): pur essendo su blockchain, l’emittente può black-listare indirizzi su ordine delle autorità. I fondi diventano di fatto inaccessibili.
- Altre criptovalute: molte sono più centralizzate (proof-of-stake con validator noti) o hanno meccanismi di governance che permettono interventi.
- Bitcoin: l’unico asset digitale la cui rete è completamente decentralizzata e permissionless. Una transazione, una volta diffusa nella rete, non può essere fermata da nessuno se non dal 51% dell’hashrate mondiale (un evento economicamente catastrofico e mai verificatosi). Non esiste un ente centrale che possa “spegnere” il network o censurare specifici indirizzi. Chi possiede le chiavi private controlla realmente i fondi, senza intermediari.
In altre parole: anche se la conferma on-chain richiede minuti, una volta che la transazione è stata broadcast e accettata dai nodi, diventa estremamente difficile per qualsiasi Stato o istituzione finanziaria internazionale impedire che i satoshi arrivino a destinazione. È questa proprietà, non la velocità, a rendere Bitcoin l’unico strumento di pagamento che garantisce, in condizioni normali, l’incensurabilità assoluta.
Conclusioni
La notizia del Financial Times presenta quindi due facce. Da un lato, l’aspetto operativo descritto («pochi secondi») stride con i tempi fisici del protocollo Bitcoin on-chain e lascia supporre o un uso estensivo di Lightning Network o un’accettazione consapevole di transazioni a zero conferme (con relativi rischi), salvo riservarsi nel tempo di attraversamento de.
Dall’altro, la scelta di Bitcoin non è casuale: è l’unico strumento esistente che, per progettazione, resiste alle sanzioni internazionali. In un mondo in cui i canali finanziari tradizionali possono essere chiusi con un semplice decreto, Bitcoin rappresenta l’unica via d’uscita tecnicamente incensurabile. Che la transazione venga considerata confermata in 10 secondi o un’ora, non può essere fermata da Teheran, Washington o Bruxelles.
Ed è esattamente questo il punto che rende la mossa iraniana, al di là di ogni verifica temporale, una dimostrazione pratica del valore geopolitico di Bitcoin.