Il BIP-110 era nato con l’idea di fermare quello che qualcuno considera Spam sulla blockchain di Bitcoin, ad esempio le Inscription degli Ordinals.
Pochi giorni dopo l’inizio del signaling, il team di Ordinals ha annunciato che il software ord è ora BIP-110 ready.
Con la pull request #4545 è stato implementato un nuovo parser per envelope compatibile con le restrizioni della proposta.
Questo significa che le Ordinal Inscription possono continuare a essere create anche dopo l’attivazione della soft fork. La notizia ha rapidamente fatto il giro della community Bitcoin, generando reazioni ironiche e meme.
Analisi
BIP-110 è un soft fork temporaneo (un anno) proposto da “Dathon Ohm” che introduce restrizioni sul numero e sulla dimensione dei push di dati, disabilita certi opcode come OP_IF/OP_NOTIF in Tapscript e limita i dati arbitrari nelle transazioni.
L’obiettivo dichiarato voleva essere ridurre la presenza di dati arbitrari, definiti da alcuni come “spam”, costituiti da Inscriptions, Runes, BRC-20 e grandi OP_RETURN, dietro l’ideologia che questo dovrebbe riportare Bitcoin al suo ruolo primario di moneta.
Il nuovo envelope Ordinals usa una sequenza di push dati seguita da OP_DROP e OP_2DROP per aggirare i limiti di 256 byte e le restrizioni sugli script. Di conseguenza, le iscrizioni rimangono possibili, anche se le transazioni diventano più grandi e quindi più costose in termini di fee (stime di aumento tra il 15% e il 40% per immagini grandi).
La motivazione originaria della proposta – bloccare i presunti dati non monetari – si è rivelata fallace: i protocolli si adattano più velocemente delle modifiche alle regole di consenso.
Fonti: BIP-110 su GitHub e discussione su TradingView.
Opinione
BIP-110 è già fallito nel suo scopo principale.
Invece di scoraggiare l’uso di dati arbitrari, ha creato confusione, incentivato work-around tecnici e dimostrato che tentativi di “pulizia” centralizzata della blockchain sono facilmente eludibili.
Le motivazioni anti-spam si sono rivelate ingenue: la capacità di innovazione degli sviluppatori ha reso la proposta sostanzialmente inutile.
Ora si aprono due scenari probabili: o i proponenti modificheranno ulteriormente le specifiche a poche settimane dall’attivazione (creando ulteriore incertezza), oppure procederanno comunque, accettando un fork di fatto inefficace che dividerà solo la community senza raggiungere l’obbiettivo proposto.
La community è divisa: da una parte chi ride (“Ordinals living rent free in their heads”), dall’altra chi spera ancora in un Bitcoin sterilizzabile.
Commenti tipici su X includono “BIP110 in shambles” e “congrats, you made your protocol much more expensive”.
In definitiva, questa vicenda rafforza l’idea che le battaglie ideologiche su chi abbia il diritto di stabilire cosa sia il “vero Bitcoin” si vincono con codice e adozione, non con soft fork temporanei.
Utenti, mercato, sviluppatori decideranno, come sempre.