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Pragmatist contro Immutabilist sul blocco dei Bitcoin di Satoshi Nakamoto
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Pragmatist contro Immutabilist sul blocco dei Bitcoin di Satoshi Nakamoto

La community Bitcoin si è divisa ancora una volta tra Pragmatist e Immutabilist.

Non tanto sul piano tecnico, quanto su quello etico e filosofico.

“Spero che non debba mai essere presa in considerazione per l’adozione.
So che alla gente non piace. Non piace nemmeno a me.
L’ho scritto perché mi piace ancora meno l’alternativa”

Così Jameson Lopp, primo proponente del BIP-361, commenta la sua stessa proposta.

Il BIP-361 è una bozza di piano di migrazione post-quantistica che, in caso di emergenza, prevede di disattivare progressivamente le firme considerate vulnerabili.

L’effetto pratico sarebbe il blocco permanente dei bitcoin non migrati, inclusi quelli attribuiti a Satoshi Nakamoto (circa 1-1,1 milioni di BTC) e altri 4-5 milioni di bitcoin dormienti.

Le due anime del dibattito

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Pragmatist

Portata avanti da Lopp e dai co-autori del BIP.

Tesi centrale: di fronte a una minaccia esistenziale – un computer quantistico sufficientemente potente (CRQC) in grado di rompere la crittografia attuale – la priorità è salvare il valore e la fiducia su Bitcoin.

Argomento chiave: meglio congelare in modo controllato e temporaneo un numero limitato di monete vecchie e vulnerabili piuttosto che rischiare un furto massiccio. Quei BTC rubati finirebbero probabilmente sul mercato, provocando un crollo di prezzo, un supply shock devastante e una perdita irreversibile di fiducia.

Estremo: in una crisi esistenziale gli incentivi economici e la sopravvivenza della rete prevalgono sui principi ideologici. Si tratta di un “male minore” pianificato (con 3-5 anni di migrazione) rispetto al caos di un attacco controllato da una entità dotata di un vantaggio tecnologico.

Immutability

E quella che attualmente sembra essere maggioritaria e più veemente nella community.

Tesi centrale: Bitcoin vale proprio perché è immutabile. Nessuno – nemmeno uno sviluppatore, nemmeno un consenso di maggioranza – può toccare le monete altrui senza la chiave privata.

Argomento chiave: meglio che le Satoshi’s coins (o qualsiasi moneta dormiente) vengano rubate da un quantum computer piuttosto che introdurre un precedente di confisca o sequestro centralizzato. Una volta violato il principio «le tue chiavi, le tue monete», Bitcoin diventa “un altro shitcoin” che cambia le regole a piacimento.

Estremo: i principi filosofici (immutabilità, proprietà assoluta, resistenza alla censura) non sono negoziabili, nemmeno di fronte a una catastrofe. Meglio rischiare un crollo del prezzo che distruggere l’anima stessa di Bitcoin. Frasi ricorrenti:

  • «Meglio monete rubate che monete congelate»,
  • «È autoritario e confiscatorio»,
  • «Distrugge la fiducia a lungo termine più di un furto».

Un classico conflitto Bitcoin

Da una parte il realismo tecnico ed economico («salviamo il sistema»). Dall’altra l’assolutismo cypherpunk («se tocchi anche una sola moneta senza la chiave, hai già perso»).

Al momento il BIP-361 rimane una semplice bozza informativa. Non esiste alcun consenso per la sua attivazione e molti sviluppatori stanno esplorando soluzioni alternative più soft, senza meccanismi di freeze forzato.

La minaccia quantistica, vera o presunta, è comunque destinata a occupare un importante spazio nelle discussioni prossime e future.

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Altre fonti

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