Il dominio Bitnodes.io non è stato rinnovato e il sito storico è ora offline. Il progetto, avviato da Andy Yeow (noto anche come Addy Yeow), ha monitorato per oltre un decennio il numero di nodi Bitcoin [https://glossario.bitcoinitalianetwork.com/nodo-bitcoin/] raggiungibili nella rete peer-to-peer, fornendo statistiche precise, mappe globali e API utilizzate da numerosi servizi del settore.
Secondo discussioni su BitcoinTalk, il sito ha iniziato a presentare problemi intorno a marzo 2026 e il dominio .io è scaduto il 3 maggio 2026.
Molti altri siti che dipendevano dalle sue API hanno i contatori dei nodi bloccati da fine aprile.
Fonti principali:
- Discussione su BitcoinTalk: What Happened to Bitnodes.io?
- Repository GitHub del progetto: ayeowch/bitnodes
Analisi
Bitnodes rappresentava uno strumento fondamentale per comprendere la salute e la distribuzione geografica della rete Bitcoin. A differenza di altri crawler che conteggiano tutti i nodi (inclusi quelli non raggiungibili sulla porta standard 8333), Bitnodes si concentrava sui nodi raggiungibili, fornendo un dato particolarmente rilevante per stimare la reale decentralizzazione della rete.
Il progetto era essenzialmente gestito da una sola persona, con costi di server e manutenzione elevati coperti parzialmente da donazioni in satoshi e pubblicità. La sua chiusura evidenzia la fragilità di servizi infrastrutturali critici sostenuti su base volontaria o semi-volontaria, anche quando ampiamente utilizzati dall’ecosistema.
Opinione
Dispiace davvero. Bitnodes era un punto di riferimento affidabile e neutrale, uno di quei progetti “quieti” ma indispensabili che hanno accompagnato Bitcoin sin dai primi anni. La sua scomparsa si aggiunge a quella di altri pilastri storici come LocalBitcoins, chiuso nel 2023 dopo aver facilitato per un decennio lo scambio peer-to-peer di Bitcoin.
L’ecosistema Bitcoin continua a perdere pezzi fondamentali, uno dopo l’altro: siti e servizi che sembravano inamovibili si spengono per motivi economici, mancanza di successione o burnout dei maintainer.
È un promemoria importante: la decentralizzazione della rete non garantisce automaticamente la decentralizzazione e la resilienza dei servizi che la circondano. Servono maggiore consapevolezza, supporto concreto (anche economico) ai progetti infrastrutturali open-source e, forse, modelli di sostenibilità più maturi.
Speriamo che qualcuno raccolga il testimone e riporti in vita uno strumento simile. La trasparenza sui numeri della rete è troppo preziosa per perderla.