MTGOX ha appena mosso … $500
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MTGOX ha appena mosso … $500

“Oggi MtGox ha movimentato un totale di 500 dollari in BTC, la prima operazione in oltre 4 mesi. Detiene ancora oltre 2 miliardi di dollari in BTC originariamente posseduti dagli utenti dell’exchange ora chiuso.

Ai prezzi attuali, Mt. Gox ha guadagnato oltre 10 miliardi di dollari sui Bitcoin rimanenti dal crollo della piattaforma di scambio. La scadenza per la presentazione delle richieste di Mt. Gox è il 31 dicembre: distribuiranno i Bitcoin rimanenti?”

Scrive Arkham

https://x.com/arkham/status/2036020120297029964

Il defunto exchange Mt. Gox aveva effettuato un significativo movimento di Bitcoin lo scorso novembre, dopo otto mesi di completa inattività dei suoi wallet.

Secondo i dati on-chain monitorati da piattaforme come Lookonchain e Arkham Intelligence, erano stati trasferiti 10.608 BTC (per un controvalore di circa 936-953 milioni di dollari al momento del trasferimento) verso un nuovo indirizzo.

Quanti Bitcoin restano ancora in mano al responsabile del Civil Rehabilitation Case

Attualmente, secondo gli ultimi dati aggiornati di Arkham Intelligence (ancora validi a inizio 2026), il responsabile del procedimento di Civil Rehabilitation – l’avvocato Nobuaki Kobayashi – detiene ancora circa 34.689 Bitcoin.

Non si tratta più di un fallimento vero e proprio: dal 2018 il procedimento è stato convertito in Civil Rehabilitation (riabilitazione civile) dal Tribunale Distrettuale di Tokyo, un meccanismo più flessibile che consente di distribuire gli asset residui ai creditori senza liquidazione forzata.

Lo stato attuale del procedimento

I rimborsi sono iniziati nel luglio 2024 e hanno visto significative progressi: secondo le comunicazioni ufficiali del trustee, circa 19.500 creditori hanno già ricevuto i pagamenti base, anticipati e intermedi in Bitcoin, Bitcoin Cash e, in alcuni casi, fiat.

Tuttavia, migliaia di altri creditori (su un totale stimato di oltre 24.000) sono ancora in attesa perché non hanno completato le procedure burocratiche, la verifica dell’identità o la scelta della piattaforma di ricezione.

Per questo motivo Kobayashi, con l’approvazione del tribunale, ha prorogato per la terza volta la scadenza definitiva: dal 31 ottobre 2025 al 31 ottobre 2026. L’obiettivo è permettere a tutti i creditori verificati di completare le pratiche e ricevere quanto dovuto in proporzione alle loro rivendicazioni originali (il famoso “pro-rata” sui fondi recuperati dopo il crack del 2014).

I dubbi sul possibile impatto sul mercato

Il movimento di novembre e la scadenza ormai ravvicinata (ottobre 2026) hanno inevitabilmente riacceso il “Mt. Gox FUD”. Molti operatori temono che la restituzione dei restanti 34.689 BTC possa tradursi in una pressione ribassista: se una quota significativa di creditori decidesse di vendere immediatamente le monete ricevute (come accaduto parzialmente nel 2024), si verificherebbe un’immissione di supply sul mercato per miliardi di dollari.

Tuttavia, gli analisti più ottimisti sottolineano diversi fattori mitiganti:

  • l’estensione di un anno ha eliminato l’urgenza immediata;
  • i rimborsi saranno distribuiti gradualmente;
  • il mercato attuale è molto più maturo (con ETF Bitcoin istituzionali e adozione corporate) rispetto al 2024;
  • in passato, nonostante movimenti di decine di migliaia di BTC, il prezzo ha assorbito l’impatto senza crolli strutturali.

Resta la vigilanza: ogni nuovo trasferimento dai wallet Mt. Gox verrà monitorato in tempo reale dagli on-chain analyst, e qualsiasi segnale di vendita massiva potrebbe scatenare volatilità.

Per ora, il trustee sembra procedere con cautela, privilegiando trasferimenti interni piuttosto che liquidazioni dirette.

Il caso Mt. Gox, iniziato oltre 12 anni fa, si avvicina finalmente alla conclusione, ma continua a rappresentare un monito per il mondo crypto: anche le quantità “storiche” possono ancora muovere il mercato.

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