CONSOB ufficializza gli 8 CASP + 1: il MiCAR chiude il cerchio e l’innovazione vera fugge altrove
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CONSOB ufficializza gli 8 CASP + 1: il MiCAR chiude il cerchio e l’innovazione vera fugge altrove

Il 30 giugno 2026, giorno della scadenza definitiva del regime transitorio, la Consob e Banca d’Italia hanno pubblicato il comunicato che tutti aspettavano:

Termina il periodo transitorio del Regolamento MiCA sulle cripto-attività: in Italia 9 soggetti abilitati

in Italia sono stati autorizzati 8 Crypto-Asset Service Provider (CASP) ai sensi del Regolamento MiCAR più un intermediario bancario (Banca Sella) che ha effettuato la notifica.

Gli operatori sono:

  1. CheckSig
  2. Conio
  3. CryptoSmart
  4. Hercle
  5. Hodlie
  6. Olliv Italia
  7. Riv Digital
  8. Young Platform

Fine dei giochi per gli operatori custodial centralizzati che operavano liberamente: da oggi 1° luglio 2026 solo agli operatori che hanno ottenuto la licenza europea è concesso offrire servizi di custodia, scambio, esecuzione ordini e trasferimento di crypto-asset ai residenti UE.

Un annuncio arrivato letteralmente all’ultimo giorno utile, nonostante la maggior parte di questi soggetti avesse presentato istanze e documentazione da mesi (se non da oltre un anno).

È il classico copione regolatorio: procedure lunghe, costose e opache che premiano chi ha le tasche piene e i contatti giusti, mentre penalizzano chi voleva davvero innovare.

CheckSig è stata la prima a ottenere l’ok mesi fa, seguita da Conio, Riv Digital e altri; le concessioni agli ultimi (tra cui Young Platform con uno dei perimetri più ampi, fino a 8 servizi su 10) sono arrivate in extremis, proprio mentre scadeva il termine.

Dettagli tecnici dall’elenco CONSOB

Dal punto di vista regolatorio, questi CASP sono autorizzati a prestare varie combinazioni dei servizi previsti dall’art. 3 del MiCAR:

  • custodia e amministrazione di crypto-asset per conto terzi (con tutti gli obblighi di segregazione, proof-of-reserve e responsabilità in caso di hack);
  • gestione di piattaforme di negoziazione;
  • exchange crypto-fiat e crypto-crypto;
  • esecuzione di ordini;
  • collocamento (placement);
  • trasferimento per conto clienti.

Young Platform si è distinta per aver ottenuto uno dei perimetri più larghi, mentre soggetti più focalizzati come CheckSig (forte su custodia istituzionale) o Riv Digital (exchange e placement) hanno perimetri più mirati.

Banca Sella, essendo una banca, ha potuto seguire la via più leggera della notifica per offrire custodia e trasferimento, confermando il trend: le banche tradizionali entrano nel gioco con corsie preferenziali.

La realtà dietro la narrazione “tutela del consumatore”

Tutto questo viene venduto come grande passo avanti per la “protezione degli investitori”.

Anche Binance nel suo blog ha ancora dei post che accolgono con soddisfazione l’arrivo delle cosidette regole che dovevano rendere più chiaro il panorama normativo europeo, salvo a pochi giorni aver ritirato la candidatura essendosi resa conto che non avrebbe ottenuto la licenza, e quindi dovrà interrompere la sua operatività.

Nella pratica stiamo assistendo alla progressiva bancarizzazione del settore crypto in Europa.

Le regole MiCAR (KYC/AML rafforzate, requisiti prudenziali, capital buffers, reporting costante) alzano enormemente le barriere all’ingresso e i costi operativi.

Risultato prevedibile: i piccoli operatori innovativi o quelli più orientati alla privacy o a modelli non-custodial faticano o rinunciano.

Molti, soprattutto i più agili e tech-oriented, si stanno già spostando in giurisdizioni extra-UE (Dubai, Singapore, America Latina o addirittura Africa) dove la regolamentazione è più proporzionata o inesistente.

I cittadini europei perdono così accesso a servizi all’avanguardia, mentre vengono spinti verso exchange centralizzati custodial che, per rispettare le regole, devono collezionare dati, bloccare wallet, congelare fondi su segnalazione e comportarsi essenzialmente come banche tradizionali con un logo Bitcoin.

Gli effetti:

  1. Privacy? Compromessa.
  2. Self-custody reale? Scoraggiata.
  3. Resistenza alla censura? Ridotta ai minimi termini.

Non è un caso che la Corte dei Conti abbia sottolineato, anche in sentenze recenti, come certi obblighi AML indiscriminati non sempre superino il test di proporzionalità e possano violare diritti fondamentali.

Eppure le autorità europee continuano a spingere nella stessa direzione: più controllo, più intermediari autorizzati, più dati nelle mani di soggetti che poi subiscono breach o pressioni politiche.

L’innovazione non si ferma: arriva dai protocolli, non dalle licenze

Mentre i regulator e le grandi banche festeggiano questo “nuovo ordine”, i Bitcoiners veri sanno che la vera evoluzione non passa dagli exchange con licenza MiCAR.

Arriva dai protocolli: Lightning Network per i pagamenti istantanei, Ark, MuSig, coinjoin, wallet non-custodial, DEX servizi peer-to-peer.

Questi non richiedono licenze perché non custodiscono i fondi degli utenti.

Non possono congelare i tuoi bitcoin. Non devono consegnare i tuoi dati a ogni richiesta. Sono resistenti per design.

E proprio per questo saranno sempre più attraenti man mano che il regime MiCAR mostrerà i suoi limiti: costi più alti per gli utenti, minore innovazione, fughe di talenti e capitali.

L’annuncio di oggi della Consob è la pietra tombale sul periodo “selvaggio” ma anche la conferma che la finanza tradizionale ha vinto la prima battaglia per controllare l’accesso a Bitcoin e alle crypto.

La guerra però è lontana dall’essere finita: più la regolamentazione diventa soffocante, più gli utenti capiranno che la frase “not your keys, not your coins” non è un meme, ma l’unico approccio sensato in un mondo dove anche gli “operatori regolamentati” possono essere costretti a piegarsi.

Il futuro del Bitcoin non è negli uffici di CONSOB o ESMA.

È nei full node, nei canali Lightning e nelle mani di chi decide di detenere la propria sovranità finanziaria, scegliendo la libertà e rifiutando quel certo tipo di protezione offerta da queste organizzazioni che vogliono denaro, controllo e sottomissione e tolgono privacy, sicurezza e indipendenza.

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