Il Bitcoin Pizza Day Rimini si prepara a tornare con una nuova edizione e con un’impostazione ancora più ambiziosa: meno conferenze frontali, più confronto diretto, più comunità, più dibattito. A raccontarne spirito, obiettivi e novità è stato Gianluca Fioravanti, intervenuto in una lunga chiacchierata con la community Bitcoin italiana 21 Milioni di Chiacchiere.
Il messaggio di fondo è chiaro: il Bitcoin Pizza Day non vuole essere soltanto un evento dedicato a Bitcoin, ma un luogo in cui chi partecipa possa incontrarsi davvero, discutere, mangiare insieme e confrontarsi anche partendo da posizioni molto diverse.
Un evento nato “da una pizza tra amici”
Gianluca ha ricordato che il Bitcoin Pizza Day di Rimini nasce in modo spontaneo, quasi naturale: “è nato con una pizza tra amici”. Ed è proprio questa dimensione conviviale a rappresentare ancora oggi l’anima più autentica.
Nel corso degli anni, l’evento è cresciuto fino a diventare un punto di riferimento per una parte della community italiana, mantenendo però una caratteristica precisa: non trasformarsi in una vetrina patinata o in una semplice sequenza di speech, ma restare un’occasione concreta di scambio umano e culturale.
Secondo Gianluca, il valore dell’evento sta proprio qui: nella possibilità di “stare insieme tutto il giorno”, ascoltare, intervenire, contestare, ridere, mangiare una fetta di pizza e vivere Bitcoin fuori dai filtri dei social.
La novità del 2026: niente monologhi, ma tavole rotonde
Uno degli elementi più interessanti emersi dalla conversazione riguarda il nuovo format dell’evento. Niente classici interventi frontali da palco, almeno non nel senso tradizionale. L’idea è quella di costruire cinque tavole rotonde, ognuna dedicata a un tema forte, provocatorio e aperto alla discussione.
L’obiettivo non è portare “verità preconfezionate”, ma generare confronto. I relatori non saranno chiamati a “pontificare”, bensì a discutere tra loro davanti al pubblico, lasciando poi spazio alle domande e al dialogo con i partecipanti.
Una formula che riflette perfettamente la visione di Gianluca: Bitcoin non come club identitario chiuso, ma come ambiente in cui idee differenti possano scontrarsi e produrre valore.
I temi: provocazione, politica, tassazione e identità di Bitcoin
I panel annunciati puntano deliberatamente a scuotere il pubblico. Tra i temi citati da Gianluca ci sono domande volutamente scomode come:
- “Bitcoin non funzionerà mai”
- “Come regolamentare e tassare Bitcoin”
- “E se il problema fosse Satoshi Nakamoto?”
- il tema della “pulizia” della blockchain e della gestione dello spam
- “Bitcoin ci renderà tutti ricchi? Ridefiniamo le aspettative”
Non si tratta di slogan scelti a caso. L’intenzione è quella di mettere Bitcoin sotto pressione intellettuale, per costringere la community a uscire dalle frasi fatte e confrontarsi con i nodi più delicati: uso reale come moneta, rapporto con la regolamentazione, deriva puramente finanziaria, aspettative irrealistiche e ruolo della politica.
“Bitcoin è una moneta, non solo oro digitale”
Tra i passaggi più forti dell’intervento c’è una critica alla narrazione dominante degli ultimi anni. Secondo Gianluca, l’ingresso degli ETF e dei grandi attori della finanza tradizionale ha sicuramente portato attenzione e capitali, ma ha anche contribuito a spostare il racconto di Bitcoin verso una dimensione sempre più istituzionale e speculativa.
Per questo insiste su un punto: Bitcoin è una moneta, e come tale dovrebbe tornare a essere spiegata e utilizzata.
La sua lettura è netta: la community dovrebbe riuscire a comunicare meglio che Bitcoin non è soltanto uno strumento da investimento o una riserva di valore astratta, ma anche una tecnologia monetaria con caratteristiche uniche, capace di cambiare il rapporto delle persone con risparmio, scambio e libertà economica.
Critiche al contesto europeo e al MiCA
Nel corso della discussione, Gianluca ha espresso anche una posizione molto critica verso il quadro normativo europeo, in particolare verso il MiCA, il regolamento sui crypto-asset.
La sua tesi è che si stia cercando di applicare a un sistema nuovo una logica costruita per il vecchio sistema bancario e finanziario. Il risultato, secondo lui, è un impianto fortemente limitante, che rischia di soffocare l’ecosistema anziché accompagnarlo.
Da qui la volontà di portare all’evento anche figure istituzionali e tecniche, comprese persone attive sul fronte normativo e fiscale, non per fare passerella ma per discutere apertamente di problemi concreti come tassazione, inquadramento giuridico e adozione.
I relatori: profili diversi, idee diverse
Uno dei tratti distintivi dell’evento sarà proprio l’eterogeneità dei partecipanti. Gianluca ha citato diversi nomi dei partecipanti che hanno già dato l’adesione o in via di conferma. Tra questi ci saranno:
- Stefano Capaccioli, dottore commercialista, founder di COINLEX
- Eraldo Vaccargiu, consulente, docente e AI designer
- Francesco Conza, formatore e divulgatore Bitcoin
- Marco Crotta, formatore e divulgatore Blockchain
- Leonardo Facco, scrittore e giornalista libertario
- William Nonnis, analista tecnico per l’innovazione
- Francesco Simoncelli, divulgatore e studioso della scuola austriaca
- Francesco Carrino, analista e divulgatore finanziario
- On. Marcello Coppo, presidente dell’intergruppo parlamentare “Asset Digitali, Blockchain e Bitcoin”
- Eugenio Sartorelli, trader e analista finanziario
- Filippo Angeloni, consulente finanziario e divulgatore crypto
La linea scelta dagli organizzatori è chiara: non costruire un palco ideologicamente omogeneo, ma mettere insieme persone con background, approcci e sensibilità differenti. Libertari, tecnici, trader, analisti, divulgatori e figure vicine alle istituzioni verranno chiamati a confrontarsi sullo stesso tavolo.
Per Gianluca è proprio questo il senso del Bitcoin Pizza Day: non un club chiuso dove tutti ripetono la stessa cosa, ma uno spazio dove anche il dissenso può essere produttivo.
Non solo panel: community, convivialità e spirito romagnolo
Accanto ai contenuti, resta centrale la parte più umana e comunitaria. Gianluca ha insistito molto sul fatto che lui preferisce incontrare i Bitcoiners dal vivo, parlare faccia a faccia, costruire legami reali.
In questa visione, Rimini rappresenta il contesto ideale: ospitalità romagnola, convivialità, tavolate, pizza e una giornata intera da vivere insieme. L’evento sarà ospitato in una nuova location sul mare, pensata proprio per favorire un’esperienza più immersiva e informale.
Non a caso, l’idea è che relatori e partecipanti condividano lo stesso spazio per l’intera giornata, senza distanze artificiali tra “palco” e “pubblico”.
Il ruolo degli sponsor e la scelta di evitare “marchette”
Altro punto sottolineato con forza: gli sponsor serviranno a sostenere l’evento, ma non ne determinano i contenuti.
Gianluca ha spiegato che il supporto economico serve soprattutto a coprire aspetti logistici e di ospitalità per i relatori, che partecipano mettendo a disposizione il proprio tempo senza compensi. Gli sponsor potranno essere presenti, incontrare le persone e dialogare con i partecipanti, ma non trasformare l’evento in una sequenza di promozioni commerciali.
Tra i nomi citati figurano Relai e Gekko Gold come main sponsor, oltre a media partner come CryptoWallet e The Crypto Gateway.
Una raccolta fondi per il volontariato
Tra gli aspetti più interessanti dell’edizione in arrivo c’è anche una componente solidale. Gianluca ha annunciato il coinvolgimento di un’associazione impegnata nel portare sorrisi ai bambini ricoverati in ospedale, attraverso attività di clownterapia.
L’idea è utilizzare anche Bitcoin come strumento di raccolta fondi diretta, trasparente e verificabile, coerentemente con una visione peer-to-peer che per gli organizzatori non riguarda solo il denaro, ma anche il modo in cui una comunità decide di aiutare cause concrete.
Il messaggio finale: “libertà di pensiero”
In chiusura, Gianluca ha sintetizzato la filosofia che anima il suo approccio a Bitcoin e all’evento di Rimini: libertà di idee, libertà di confronto, libertà di pensiero.
Per lui, il valore di Bitcoin non sta solo nella tecnologia o nel prezzo, ma nel fatto che obbliga a ragionare, a mettere in discussione certezze, a confrontarsi con la possibilità di una moneta senza principe e senza centro.
Ed è probabilmente proprio questa la promessa più interessante del Bitcoin Pizza Day Rimini 2026: non offrire risposte facili, ma creare uno spazio in cui le domande giuste possano essere poste apertamente.